Hasankeyf

 

il villaggio che affoga

 

I canyon di Hasankeyf avevano l'età della Terra, le grotte che li modellavano, quella dell'uomo. Oggi, la stessa civiltà che oltre quattromila anni fa ha mosso i suoi primi passi sulle sponde del Tigri, si è fatta autrice della distruzione di questi luoghi. Situato nel Kurdistan turco a pochi chilometri dal confine siriano, il villaggio è stato distrutto in seguito alla costruzione della diga di Ilisu, un tassello importante del progetto GAP* per lo sviluppo economico del sud-est anatolico. A lavori ultimati, Hasankeyf è stato sommerso dalle acque, la sua collettività smembrata e ricollocata in un insediamento di nuova costruzione e dei millenni di storia non è rimasto altro che una bandiera turca a sventolare sopra uno sperone di roccia.

                                                              

"Hasankeyf: il villaggio che affoga" guarda alla Turchia contemporanea dal punto di vista di quella che oggi è la periferia dell’impero di Recep Tayyip Erdoğan. Si tratta di un progetto di fotografia documentaria che vuole dare testimonianza degli ultimi anni di Hasankeyf raccontando un'attesa fatta di rinunce e incertezze, provando a restituire quel senso di sospensione surreale di un luogo in cui la vita continua a scorrere pur essendo prigioniera di un presente che non prevede futuro.

 

 

 

 

 

 

           

 

 

 

 

*Il faraonico progetto GAP (Guneydogu Anadolu Projesi), presentato come un’opera strategica per lo sviluppo sostenibile del sud est anatolico, prevede la realizzazione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche lungo il corso dei fiumi Tigri ed Eufrate capaci di coprire il 22% del fabbisogno energetico del paese. Vista la portata e l’invasività dei lavori, si calcola che, quando il progetto sarà ultimato, saranno circa 50.000 le persone che saranno spostate dai propri luoghi di origine in insediamenti di nuova costruzione. Inoltre il GAP andrà ad influire pesantemente sugli equilibri geopolitici dell’area, in quanto permetterà alla Turchia di controllare la quasi totalità dei flussi idrici diretti verso la Siria e l’Iraq. Immaginato nei primi anni del ‘900 dallo stesso Atatürk, il GAP comincia ad essere progettato negli anni ‘70. Dopo un lungo periodo di stagnazione, determinata in parte dalla debolezza economica della Turchia in parte dallo scontro armato tra governo e PKK, i lavori riprendono lentamente nei primi anni novanta e dal 2003, con l'elezione del premier Recep Tayyip Erdoğan, subiscono una brusca accelerazione.       

Premio giovane talento

Ragusa Fotofestival 2014

 

Primo premio

Umbria World Fest 2014

 

Honorable mention

Int'l Photography Awrds 2014

 

Golden Prize

PX3 Awards 2014

 

Menzione

Fotoleggendo 2015